Matteo Salvini è stato riconfermato segretario federale della Lega per la quarta volta, ottenendo dal congresso di Milano il sostegno del 76% dei delegati. L’investitura ribadisce il suo ruolo alla guida del partito mentre il leader punta a recuperare consenso e a rilanciare il confronto politico con gli alleati di governo; tra i sostenitori in sala alcuni hanno invocato il suo ritorno al Viminale.
Al centro del rilancio della Lega c’è la politica estera, con particolare riferimento al conflitto in Ucraina. Salvini ha ottenuto per acclamazione dalla platea congressuale un mandato preciso da portare in Consiglio dei Ministri: l’Italia, ha sostenuto, non può più continuare a inviare soldi e armi a Kiev. Secondo il segretario, quattro anni di sostegno basato su armamenti, sanzioni e 90 miliardi di stanziamenti non hanno rappresentato la strada giusta per raggiungere la pace, rendendo necessario concentrare gli sforzi sulla diplomazia.
Nel suo intervento il leader ha anche spostato l’attenzione sulle minacce alla sicurezza, affermando che il pericolo imminente non sarebbe rappresentato dai carri armati russi, bensì dall’“Islam politico”.
All’interno del partito rimane però un dissenso strutturato. Massimo Garavaglia, sfidante alla segreteria, ha criticato la deriva verso il nazionalismo e la conseguente perdita di credibilità della Lega, esprimendo il malcontento presente in una parte della base e tra alcuni dirigenti. Lo scontro tra la corrente dei nordisti e quella dei lealisti resta acceso, e figure come Massimiliano Romeo temono il rischio di un’epurazione interna.
In questo clima di tensione esponenti di primo piano come Giancarlo Giorgetti e Luca Zaia hanno mantenuto un atteggiamento di cauto equilibrio. Per compattare il fronte e coinvolgere i malpancisti, Salvini ha chiamato direttamente in causa Zaia dal palco, dichiarandosi certo che l’ex governatore saprà dare un contributo concreto nei prossimi mesi per costruire un percorso vincente. I salviniani fedelissimi ritengono che sia arrivato il momento che l’ex governatore “ci metta personalmente la faccia”.



























































