martedì, Novembre 3, 2026
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SANTA MARIA CAPUA VETERE: Coop. al Risparmio chiude e lascia dipendenti senza stipendio

La Coop. al Risparmio di Santa Maria Capua Vetere ha chiuso i battenti alla fine di luglio, lasciando da metà giugno senza stipendio i dipendenti e determinando la perdita del lavoro per 14 persone. La situazione ha sollevato interrogativi sulla gestione dell’attività, che per 22-23 anni è stata condotta da Luigi Di Muro.

Il supermercato storico, ubicato dietro la concessionaria Citroen nella zona dell’ex canapificio, aveva registrato in passato tentativi di rilancio: la cooperativa provò a insediarsi nel centro commerciale Apollo di Renga ma si ritirò dopo pochi mesi, mentre a poche centinaia di metri di distanza il “Supermercati Piccolo” continua ad operare con successo. Nonostante ciò, il calo dei ricavi non sembra spiegare da solo la chiusura; il giornale segnala inoltre che la Coop. al Risparmio ha ricevuto dall’assicurazione un importo definito “poco meno di due milioni di euro”.

Dalla ricostruzione emergono dubbi sulla struttura dei costi e sulle modalità di governo della cooperativa. Si solleva la questione se l’ente abbia realmente operato secondo i principi mutualistici tipici di una cooperativa o se, al contrario, sia stato gestito in modo più personale dal dominus, con successive domande sulla trasparenza dei conti. Viene avanzata la proposta che Luigi Di Muro renda disponibili gli ultimi 6-7 bilanci e le fatture di acquisto degli ultimi 3-4 anni per consentire verifiche indipendenti. Nel testo si richiama anche l’attenzione sulla gestione di carte di credito e bancomat.

La vertenza occupazionale si è sviluppata tra tentativi formali di attivare strumenti regionali per situazioni di crisi e fasi successive più conflittuali. Alcuni dipendenti denunciano ritardi o mancati pagamenti già dalla scorsa primavera e denunciano pressioni finalizzate a ottenere dimissioni volontarie; un paio di lavoratori si sono rivolti al giudice, e la vicenda presenta passaggi che, secondo le segnalazioni ricevute, andrebbero chiariti nelle sedi competenti.

Negli ultimi mesi si erano manifestati gli interessi di operatori della distribuzione organizzata quali Conad, CasaMia e ProSette per subentrare nella gestione dello storico supermercato. Tuttavia la cooperativa ha stipulato un contratto di fitto d’azienda con Aurunca Sviluppo Srl, società costituita il 5 agosto scorso, circa sei o sette giorni dopo la chiusura dell’attività. Il contratto è stato poi formalizzato il 21 settembre in Isernia.

Aurunca Sviluppo Srl ha come legale rappresentante Vincenzo Izzi, la cui unica informazione reperibile è la data di nascita, 9 novembre 1991. Dalla ricostruzione emerge che, sebbene Izzi abbia firmato l’accordo con Luigi Di Muro, è stata la General Dap, con a capo Ernesto D’Apollonio di Venafro, ad annunciare la riapertura dei locali di via Rampetta. D’Apollonio è indicato come soggetto con esperienza nella distribuzione e con rapporti professionali anche con Paolo Siciliano; il giornale precisa di non voler attribuire a D’Apollonio consapevolezze su eventuali relazioni esterne di Siciliano, ma ritiene che il passato professionale di quest’ultimo richieda chiarimenti per il futuro trasparente dell’iniziativa commerciale.

Nelle trattative sindacali sono intervenuti l’UGL, rappresentato localmente da Alfonso Sepolvere, e la Cisal, con il rappresentante Fernando Palumbo. Proprio la Cisal ha sollevato criticità circa le garanzie sull’accantonamento del Tfr dei lavoratori e l’utilizzo di un conto corrente intestato all’Aurunca per tali accantonamenti.

Restano diverse zone d’ombra sulla successione degli eventi e sulle responsabilità gestionali: la ricostruzione fin qui riportata offre una traccia degli avvenimenti e degli attori coinvolti, ma secondo il giornale permangono elementi che necessitano di ulteriori chiarimenti.