Brescia. Il nuovo padiglione del carcere di Verziano potrebbe essere completato soltanto nel 2028, ha indicato Massimo Parisi, vice capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, intervenuto al convegno “Carcere, territorio: la realtà di Brescia” organizzato al Castello di Dello. Il cronoprogramma ufficiale fissa la conclusione dei lavori alla fine del 2027, ma Parisi ha precisato che non è escluso un allungamento dei tempi.
Il progetto prevede la realizzazione, all’interno dell’attuale area del carcere, di una nuova struttura da 340 posti. Rispetto all’impostazione iniziale, che avrebbe comportato la costruzione di un padiglione in grado di circondare completamente il campo sportivo – sacrificando gli spazi destinati alle attività ricreative e trattamentali – la configurazione rivista consentirà di salvaguardare una parte del campo.
Nel corso del convegno è emersa anche la questione delle aree esterne, ritenute fondamentali per ampliare le opportunità di lavoro, formazione e attività sportive per i detenuti. Su questo punto Claudio Castelli, già presidente della Corte d’Appello di Brescia, ha rilanciato la proposta di una convenzione tra l’Amministrazione penitenziaria e il Comune, passaggio considerato necessario per consentire alla Loggia di acquisire i terreni senza esporsi a possibili contestazioni della Corte dei conti.
La presidente della Corte d’Appello, Giovanna Di Rosa, ha ricordato la disponibilità manifestata dalla sindaca Laura Castelletti a procedere con un esproprio e l’esistenza di un tavolo istituzionale che ha già formalizzato una richiesta, finora rimasta senza risposta. Di Rosa ha inoltre richiamato l’attenzione sulle condizioni degli istituti di pena, sottolineando che occuparsi del carcere significa occuparsi della società e che i ritardi strutturali incidono sulla credibilità delle istituzioni; tra le conseguenze delle condizioni di detenzione inadeguate ha citato i risarcimenti che lo Stato è chiamato a pagare.
L’ampliamento di Verziano non comporterà la chiusura di Canton Mombello. Per la struttura di via Spalti San Marco è allo studio un intervento sul padiglione nord che dovrebbe prevedere docce nelle camere e nuovi spazi per le attività trattamentali. Parisi ha descritto il carcere cittadino come una sorta di “piccolo San Vittore”, con una popolazione detenuta composta in maggioranza da stranieri e caratterizzata da difficoltà di reinserimento sociale.
Sul fronte della sicurezza si sta valutando l’installazione di sistemi anti-drone, con l’obiettivo di contrastare l’introduzione di telefoni cellulari e altri materiali illeciti utilizzati anche per coordinare attività di spaccio e traffici all’interno e all’esterno dell’istituto.






























































