martedì, Novembre 3, 2026
Home Informazione Locale Verona Verona, Palazzo Forti: ‘Secondo Tempo’ si chiude con oltre 8.500 ingressi

Verona, Palazzo Forti: ‘Secondo Tempo’ si chiude con oltre 8.500 ingressi

Oltre 8.500 visitatori hanno varcato le soglie di Palazzo Forti durante i fine settimana compresi tra il 10 luglio e il 31 ottobre, segnando la conclusione di “Secondo Tempo”, rassegna che ha ufficialmente riaperto al pubblico gli spazi del complesso architettonico dopo quattordici anni di chiusura.

L’iniziativa, curata da Patrizia Nuzzo e promossa congiuntamente dal Comune di Verona, dai Musei Civici – Galleria d’Arte Moderna Achille Forti e dalla Fondazione Cariverona, ha proposto un ciclo di mostre, incontri e visite guidate dedicati all’arte contemporanea.

L’analisi delle presenze rivela una composizione per genere del pubblico pari al 56,4% di donne e al 43,6% di uomini. La maggioranza dei visitatori (75,3%) risiede nel Nord Italia: di questi, il 67,6% proviene dal Comune di Verona e il 22,2% dalla provincia. Sono state registrate anche presenze internazionali, con il 15,8% proveniente dal resto d’Europa e il 5,9% da Paesi extraeuropei. Particolarmente significativa è stata l’affluenza dei più giovani durante le aperture serali (dalle 18 alle 24), con gli appuntamenti dedicati alla musica che hanno fatto registrare il tutto esaurito.

La riapertura è stata preceduta da interventi di manutenzione e restauro iniziati ad agosto 2025. I lavori hanno riguardato il rifacimento della copertura dell’“Ala di Ezzelino”, il recupero di pavimentazioni, intonaci e impianti, il superamento delle barriere architettoniche e l’installazione di una nuova illuminazione.

I nuovi spazi hanno ospitato diverse esposizioni: al Piano Nobile la mostra “Ápeiron | Senza confini”, che ha messo in dialogo le opere della Fondazione Cariverona con quelle della Galleria Achille Forti e che è stata integrata dalle visite di “Voci Forti”; nella Sala delle Vasche l’esposizione “CHIMERA. Novello Finotti”, dedicata alla sua scultura dagli anni Sessanta a oggi; in cortile la rassegna “Serate Forti” con appuntamenti tra cinema, musica e letteratura; al Terzo Piano l’installazione “The Lawn” di Elena Guerreschi e il progetto “Lascia un segno” a cura di So Bright; nell’area archeologica l’esposizione “Affioramenti. I Basaldella tra segno, materia e spazio”, resa possibile dai lavori di sistemazione della Soprintendenza competente.

Comune e enti promotori puntano ora a dare continuità al progetto. L’Assessora alla Cultura, Marta Ugolini, ha sottolineato il valore del riavvicinamento tra la cittadinanza e la struttura: «I veronesi sono tornati a frequentare e a riconoscere come proprio un luogo che per anni era rimasto fuori dalla vita culturale della città». Ugolini ha inoltre espresso riconoscenza per il lavoro svolto dallo staff composto da Patrizia Nuzzo, Isabella Brezigar, Manuel Grimaldi, Francesco Dossi e Margherita Bonetti, osservando che ora «la sfida è non disperdere il rapporto ritrovato tra Palazzo Forti e la città».

Una linea di intenti condivisa anche da Bruno Giordano, presidente di Fondazione Cariverona, che ha richiamato la necessità di una pianificazione a lungo termine: «La sfida, ora, è trasformare questa esperienza in una prospettiva duratura – ha dichiarato Giordano – non basta riaprire Palazzo Forti, occorre creare le condizioni perché possa tornare stabilmente a essere un polo di riferimento per l’arte contemporanea, con una visione culturale chiara, un progetto sostenibile e responsabilità condivise».