mercoledì, Ottobre 21, 2026
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Belluno: Denis, fibromialgia e disabilità invisibile. Il cinema gli ha salvato la vita

In provincia di Belluno, Denis porta nelle giornate un sorriso che spesso inganna chi lo incontra: dietro quell’apparenza, però, c’è una convivenza quotidiana con dolore cronico, limitazioni funzionali e una battaglia contro la depressione. Denis racconta la sua esperienza con la fibromialgia, il peso economico della disabilità invisibile e il ruolo salvifico che il cinema ha avuto nella sua vita.

Secondo il racconto, la sua storia con il dolore è cominciata nel 2010. Da allora convive con un mal di testa quotidiano persistente e con dolori alle mani, alle dita e agli arti superiori che rendono faticose anche attività automatiche come scrivere o lavarsi. Oltre al dolore, cita febbri ricorrenti, crampi alle gambe, vista offuscata, tachicardia e dolori alle orecchie. La gestione della malattia implica limitazioni nell’autonomia e nella disponibilità di energie, tanto che tutta l’esistenza viene organizzata attorno alla sofferenza.

Accanto a Denis c’è la compagna, Alessandra, che vive con lui la realtà delle sue difficoltà: conosce la fatica dei gesti più semplici e ne condivide le conseguenze quotidiane. Dal punto di vista economico, Denis segnala la mancanza di un’indennità specifica e osserva che, in Veneto, le nuove disposizioni sulle esenzioni non sono ancora pienamente operative. Pur riconoscendo che un’esenzione dal ticket per farmaci o visite sarebbe di aiuto, sottolinea che non risolverebbe il problema centrale: come può una persona che non riesce a lavorare mantenersi e vivere con dignità? Attualmente dipende economicamente da Alessandra e pone l’accento sulla necessità di tutele che evitino di lasciare i malati costretti a fare affidamento permanente sul partner o sulla famiglia.

Denis chiede alle istituzioni un riconoscimento serio della disabilità legata alla fibromialgia e delle sue conseguenze funzionali, con valutazioni che tengano conto della reale limitazione della capacità lavorativa. Non invoca trattamenti automatici uguali per tutti, ma misure che garantiscano protezione economica a chi è realmente impossibilitato a mantenersi. Ricorda inoltre l’impatto sulla rete familiare e sui caregiver, che affrontano preoccupazione e impotenza: il sostegno dovrebbe considerare il reddito, la possibilità di lavorare e il carico che ricade sulle famiglie.

In un periodo segnato dalla depressione, Denis ha trovato nel cinema uno strumento di rinascita. Il progetto indipendente I Cercatori è nato quasi per gioco da un’idea condivisa con suo fratello e un amico; da allora è cresciuto fino a contare uno staff tecnico di oltre dieci persone e più di cento tra attori e comparse. Le opere del gruppo hanno ottenuto riconoscimenti, sono state presentate in festival, trasmesse in televisione e proiettate nelle sale della provincia. La seconda stagione, I Cercatori 2, ha ricevuto sette nomination al Veneto International Film Festival — tra cui Miglior Film Italiano, Miglior Regia e Miglior Fotografia — ed è stata selezionata ufficialmente nella categoria Best Narrative Film. Denis è inoltre produttore esecutivo del nuovo film indipendente Il Portatore.

Per Denis il cinema non ha curato la malattia, ma ha «letteralmente salvato la vita» nel senso di averlo aiutato a uscire dalla depressione, a ritrovare uno scopo, persone con cui collaborare e un progetto per il futuro. Conclude con un appello alla comprensione: «Un sorriso non è la prova che una persona stia bene», e auspica che la sua testimonianza contribuisca a far capire che la disabilità può essere invisibile. Per conoscere il percorso cinematografico di Denis e seguire le opere de I Cercatori, compresa la web serie integrale gratuita, è possibile cercare il gruppo sulle principali piattaforme social (Facebook, Instagram, TikTok) e sul canale YouTube dedicato.