(di Marco Balestrazzi)
Un viaggio nella carriera degli Strokes, dai primi passi con Is This It? (2001) fino all’ultimo album Reality Awaits: questo è stato il filo conduttore del concerto tenuto all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno, unico appuntamento italiano del tour europeo della band. Cento minuti di musica, 22 brani eseguiti, con metà del set ripartita tra il disco d’esordio e il più recente.
L’apertura della serata è stata affidata ad Alex Cameron e ai Fat White Family. Per la prima volta dall’inizio della tournée la band ha iniziato il concerto con la malinconica Tyrants of the Mellow Moon; l’arena, sold out da mesi e popolata da fan di tutte le età, è esplosa però quando è partito il riff di Reptilia, uno dei pezzi più amati del repertorio, suscitando sorpresa anche nei musicisti sul palco. La band mancava in Italia da 15 anni.
Il gruppo è stato guidato dal frontman Julian Casablancas, la cui voce è stata spesso filtrata dall’autotune: un uso che, sebbene presente per buona parte della performance, non è risultato banale. Nella prima parte del concerto si sono registrati alcuni problemi audio legati proprio ai filtri e Casablancas si è confrontato con i tecnici a lato palco. Sul palco il cantante indossava un lungo cappotto nero e occhiali da sole e, a tratti, ha scherzato con il pubblico: “quanti non sono di Bologna?” ha chiesto, per poi aggiungere ridendo “allora potete uscire”.
Il fuoriprogramma è toccato al batterista Fabrizio Moretti, che ha intonato Bella Ciao e ha coinvolto l’arena nel coro. Pur essendo nata con un’attitudine legata al disincanto urbano, la band nel tempo ha sostenuto cause come quella della Palestina e candidati della sinistra americana: a New York il senatore Bernie Sanders e la deputata Alexandria Ocasio-Cortez sono saliti sul palco con gli Strokes.
La scaletta ha alternato brani di epoche diverse. La prima parte ha messo in evidenza sei pezzi dall’album d’esordio, con momenti come Dine N’Dash, Heart in a Cage e Hard to Explain. Alcuni brani tratti dall’ultimo album non sono sempre risultati convincenti dal vivo, mentre sono state le hit degli anni 2000 a scaldare maggiormente il pubblico: You Only Live Once, Automatic Stop, Someday, Going Shopping — definita la più riuscita dal vivo tra le nuove — Take It or Leave It e Last Nite hanno composto la raffica che ha chiuso la prima parte prima dei bis.
Dopo la pausa il concerto è ripreso con New York City Cops, Threat of Joy e Ode to the Mets; l’extra track che ha chiuso lo show è stata Selfless, cantata dall’arena, mentre calava la nostalgia per la fine della serata. Non è dato sapere dove porterà il nuovo percorso musicale degli Strokes, ma il rock e l’estetica della band continuano a fare colpo, lasciando la speranza di rivederli dal vivo prima di altri 15 anni.




























































