mercoledì, Ottobre 21, 2026
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Brescia, centrodestra: silenzio della maggioranza dopo la violenza del 17 ottobre

In merito ai fatti del 17 ottobre, durante le manifestazioni in Piazza Duomo a Brescia, il centrodestra ha denunciato il silenzio delle forze politiche della sinistra cittadina. “A distanza di ore dai gravi episodi di violenza che sabato hanno sconvolto il centro di Brescia, colpisce il silenzio delle forze politiche della sinistra cittadina. Brescia ha sempre avuto una tradizione civile e democratica nella quale, di fronte alla violenza politica, le diverse appartenenze hanno saputo trovare una voce comune di condanna. Un principio che dovrebbe valere sempre, indipendentemente da chi scende in piazza, dalle ragioni della protesta e dall’orientamento politico di chi commette le violenze. Oggi, invece, assistiamo a un silenzio politicamente preoccupante”, si legge nella nota.

Il centrodestra prende atto della condanna espressa dalla sindaca Laura Castelletti, ma chiede perché non siano arrivate prese di posizione da parte del Partito Democratico (PD), di Azione, Italia Viva e +Europa, della Lista Civica Laura Castelletti Sindaco, di Brescia Attiva, di Al Lavoro con Brescia e di Brescia Capitale, “ovvero delle forze politiche e civiche che compongono la maggioranza in Loggia”. Secondo il centrodestra, di fronte a fatti tanto gravi “non si leva una voce chiara e unanime da parte di chi governa la città”.

La nota esprime il sospetto che il silenzio non sia casuale, ma frutto delle “contraddizioni di una maggioranza da tempo alle prese con le proprie componenti più radicali”, che preferirebbe evitare una presa di posizione per non far emergere divisioni e imbarazzi interni. “Se così fosse, saremmo di fronte a un fatto grave: anteporre gli equilibri politici alla chiarezza su un principio fondamentale della convivenza democratica”, afferma il centrodestra.

Nel richiamare il diritto costituzionale di manifestare, la nota sottolinea che esso non può “mai trasformarsi nella pretesa di usare la violenza, aggredire le forze dell’ordine, danneggiare le attività commerciali o mettere a rischio la sicurezza dei cittadini”. Condannare tali comportamenti, si legge, non significa criminalizzare il dissenso, ma “difendere il diritto di manifestare pacificamente, impedendo che venga compromesso da chi sceglie la strada della violenza. Non possono esserci ambiguità quando la protesta degenera in violenza”.

“Le forze politiche che amministrano Brescia hanno il dovere di esprimersi con chiarezza”, conclude la nota, aggiungendo che “Brescia merita una politica capace di confrontarsi e dividersi sulle idee, ma di ritrovarsi unita nella difesa della legalità e delle istituzioni democratiche. Su questi valori non possono esserci né ambiguità né silenzi di convenienza.”