mercoledì, Ottobre 21, 2026
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Francia: Macron avverte i casseurs, rabbia e vergogna, chi ha distrutto deve pagare

“Proviamo tutti rabbia e vergogna. Chi ha distrutto deve pagare”, ha detto rivolgendosi alla nazione Emmanuel Macron, lanciando un avvertimento ai casseurs che hanno messo a ferro e fuoco la Francia e che anche oggi sono tornati in azione in Place de la République. Sul posto si sono registrati nuovi scontri con la polizia in tenuta antisommossa e saccheggi.

Secondo un bilancio consolidato del Ministero dell’Interno, sono circa 2.400 le persone fermate a margine delle manifestazioni contro il carovita. Quasi un migliaio tra poliziotti e gendarmi sono rimasti feriti, sette dei quali in modo grave. Si aggrava anche il bilancio delle vittime minorenni: una diciassettenne avrebbe perso un occhio durante gli scontri tra agenti e manifestanti ieri a Mulhouse; sull’episodio indaga l’Ispettorato di polizia Igpn.

Macron ha ammonito che “nulla giustifica la violenza” e ha invitato a non confondere le “centinaia di migliaia” di manifestanti con “coloro che hanno distrutto, rotto, saccheggiato”. Ha chiesto all'”insieme dei partiti, delle organizzazioni sindacali, a condannare senza ambiguità ogni forma di violenza”, sollecitando chiarimenti dell’intelligence e trasparenza. Ha inoltre denunciato la presenza di “facinorosi appartenenti a un gruppuscolo di estrema sinistra, affiancati da numerosi delinquenti” e annunciato una stretta che permetterà ai prefetti di adottare misure per proteggere le città, “fino a vietare alcune manifestazioni”. Rivolgendosi implicitamente alla France Insoumise, Macron ha aggiunto che “Tutti coloro che oggi sostengono che l’urgenza sia scendere in piazza hanno un solo obiettivo: rubare il dibattito” politico, e che “i confronti non devono avvenire per strada né attraverso la violenza. Devono svolgersi nel rispetto, mai nel disordine o nella distruzione. Il nostro Paese merita una bella elezione presidenziale tra sei mesi”.

Jean-Luc Mélenchon ha respinto le accuse e ha accusato a sua volta Macron di puntare al “logoramento” della situazione. “Non dirigiamo noi il movimento popolare. Si dirige da sé attraverso i suoi sindacati e le sue assemblee. Da tre settimane, i deputati e gli eletti di Lfi si interpongono di fronte alle violenze della polizia. Questo è il nostro ruolo”, ha detto su LCI.

Anche Marine Le Pen è intervenuta, pubblicando su X un videomessaggio di oltre otto minuti in cui si è rivolta al Paese in stile presidenziale, seduta alla scrivania con la bandiera tricolore alle spalle. La candidata del Rassemblement National ha puntato il dito contro “un’alleanza di casseurs politicizzati e delinquenti provenienti dalle banlieue” e ha denunciato “un potere macroniano allo stremo, sfinito, disorientato, che sembra ormai incapace di fare qualsiasi cosa salvo commentare la propria impotenza e direi anche decadenza”.

Oggi le forze dell’ordine sono intervenute in Place de la République “per disperdere e fermare” i partecipanti a un raduno “non autorizzato”. Prima dell’intervento sono stati chiamati i rinforzi degli agenti CRS 8, specializzati nel contrasto delle violenze urbane. L’appello a continuare la mobilitazione nella capitale è circolato sui social con “l’obiettivo di sfiancare la polizia”. Intorno alla statua di Marianne i manifestanti hanno esposto cartelli con slogan come “Semina miseria, raccogli rabbia”. Sono stati lanciati oggetti contro la polizia, che ha risposto con gas lacrimogeni prima di caricare; sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco per spegnere gli incendi.

Intervenuto a LCI, il presidente della Federazione del commercio e della distribuzione, Alexandre Bompard, ha riferito che sono circa 1.500 i negozi e gli esercizi commerciali che hanno subito danni, molti dei quali saccheggiati, per “diverse centinaia di milioni di euro”. Macron ha promesso il sostegno del governo: domani saranno ricevuti dal ministro del Commercio, Serge Papin, i rappresentanti della categoria dei commercianti, delle catene di distribuzione, degli artigiani e dei ristoratori, insieme a banche e compagnie assicurative.

Gli scontri si sono riaccesi anche a Lione. A Limoges almeno 7.000 persone hanno partecipato a un raduno dopo l’incendio doloso che ha danneggiato il municipio: il crollo della guglia ha richiamato alla memoria il rogo di Notre-Dame e la sua immagine è diventata uno dei simboli del weekend nero francese.