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Roma, il noir di Alberto Garlini sul mercato di notizie false nel 1945 e i social

Alberto Garlini ricostruisce la Roma del 1945 attraverso un romanzo che mette al centro la circolazione di notizie false. Credere tradire combattere (Marsilio, pp. 304, euro 18,00) segue Milo de Carval, giovane fascista fedele all’ideologia che, tra le macerie del dopoguerra, vive sfruttando un mercato di informazioni inventate insieme all’amico Fede.

«A Roma c’era un sottobosco di spie a vari livelli, nazisti, servizi segreti. Si vendevano notizie false come in una specie di borsa», dice all’ANSA Garlini, che sottolinea il parallelo con l’attualità: «Mi ha ricordato il mercato attuale di notizie sui social dove la verità di una informazione vale meno del suo accumulo, della sua ripetizione. L’invenzione e la falsità sono molto pericolose, non sono innocue, vengono create per avere effetti sulla realtà. Oggi la familiarità di credere e diffondere false notizie è maggiore del passato».

Il titolo del romanzo storpia il celebre motto fascista sostituendo «obbedire» con «tradire», una scelta che Garlini interpreta come emblematica del presente: «Nel ’45 c’era comunque una dose di credere e combattere più forte di adesso. Il pensiero era una cosa secondaria, l’azione veniva prima di tutto. Combattere, colpire, fare la guerra più che pensare o affidarsi alla diplomazia. È un’altra cosa che succede anche ora».

Il romanzo noir mette attorno a Milo e Fede un sottobosco di reduci di Salò, generali decaduti, preti ambigui e nostalgici, e si propone come indagine su cosa significhi restare aggrappati a un’idea sconfitta dalla Storia. «Si cominciava a sapere abbastanza bene cosa era successo agli ebrei, era evidente che Mussolini si era alleato con Hitler, la personificazione del male. Ma, nonostante tutto questo, personaggi come Milo continuavano a credere nel fascismo. Credere nonostante tutte le evidenze e nonostante la storia ti dica che stai sbagliando è qualcosa con cui dobbiamo fare i conti e fa parte della natura umana», osserva l’autore.

Garlini spiega di aver voluto ricostruire «un’antropologia, quella dei fascisti che devono fare i conti con la mancanza di Mussolini». Il fascismo, secondo l’autore, era strettamente legato al carisma del leader: «Mussolini ha portato un carattere politico narcisistico, istrionico, tutto legato alla sua persona. Il leader era lui e nessuno poteva fargli ombra. Quando non c’è più tutti diventano imitatori e anche questo mi sembra calzante con il presente. Basta pensare a Trump, al potere esercitato in forma istrionica, basato sull’eccesso».

L’immediato dopoguerra è descritto come un periodo caotico in cui molti stringevano accordi sottobanco e si alleavano con il precedente nemico, incertezza che Garlini paragona alla situazione contemporanea: «Nessuno sapeva come sarebbe finita. Anche questo mi ricorda un po’ la situazione caotica di oggi, i sentimenti di impossibilità. C’è qualcosa che agisce sotto traccia e fa sì che un tipo di personaggio politico torni alla ribalta. I cittadini accettano questi leader e si abituano. Qualcosa sta scombinando le carte come è stato per Mussolini».

Nel romanzo il grande amore di Milo è Eva, ex staffetta partigiana diventata ballerina d’avanspettacolo, figura che l’autore definisce «un elemento di speranza che dà luce a tutto il libro». L’intreccio si complica con l’omicidio di Fede, ucciso in circostanze atroci, che riavvicina Milo a Eva.

Garlini spiega la scelta del registro noir: «Perché ha bisogno della falsa pista e questo è molto vicino al tema di fondo del libro, a partire dalle false verità. Inoltre mi sono appassionato di lettura con i gialli Mondadori che mio padre collezionava e per me il piacere della lettura è legato al giallo. È una scelta di affetto per il lettore e per il giovane appassionato che ero».

Autore di numerosi libri, fra cui La legge dell’odio, Il canto dell’ippopotamo e Il sole senza ombra, Garlini è anche curatore del festival letterario Pordenonelegge e presidente di giuria del Premio letterario Hemingway di Lignano Sabbiadoro. Presenterà il libro lunedì 19 ottobre alle 18.30 alla Libreria Feltrinelli di Viale Sabotino a Milano.