mercoledì, Ottobre 21, 2026
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Verona, dibattito il 20 ottobre: Riarmo nazionale o difesa europea?

Investire miliardi per rafforzare ventisette eserciti nazionali o mettere in piedi una difesa europea in grado di garantire sicurezza, autonomia e un ruolo politico più incisivo per l’Unione: è questo il nodo al centro del dibattito che sarà affrontato a Verona il 20 ottobre.

L’incontro pubblico “Riarmo nazionale o difesa europea?”, promosso dall’associazione culturale La città che sale in collaborazione con il Movimento Federalista Europeo, è in programma martedì 20 ottobre alle ore 18 alla Sala Ater di Piazza Pozza 1. Al centro del confronto ci saranno scelte strategiche che, secondo gli organizzatori, segneranno le politiche e i bilanci dei prossimi anni, alla luce della guerra in Ucraina, delle tensioni internazionali e delle incertezze sull’affidabilità della protezione americana.

Interverranno Giorgio Anselmi, presidente della Casa d’Europa di Verona ed ex presidente nazionale del Movimento Federalista Europeo; Giovanni Bernardini, storico contemporaneista dell’Università di Verona; e Domenico Moro, saggista ed esperto di politiche di difesa europea. A introdurre e coordinare la tavola rotonda sarà Alberto Battaggia, presidente dell’associazione La città che sale.

Il confronto intende spostare l’attenzione oltre la semplice contrapposizione tra favorevoli e contrari all’aumento delle spese militari. Come sottolinea Alberto Battaggia, «la questione decisiva è se le nuove risorse serviranno a rafforzare ventisette sistemi nazionali separati oppure a costruire una capacità europea comune, più efficiente e politicamente responsabile. Si tratta di una scelta che investe il futuro stesso dell’integrazione europea».

Durante l’incontro si ripercorrerà anche il precedente storico del 1954, quando il progetto della Comunità Europea di Difesa naufragò, e si discuteranno i possibili modelli di difesa comune oggi praticabili: un esercito europeo unitario che sostituisca gradualmente le forze nazionali; una forza comune affiancata alle strutture esistenti; oppure un’integrazione graduale delle capacità operative, industriali e strategiche dei singoli Paesi. Saranno altresì affrontati i problemi pratici e politici: l’entità e l’efficienza della spesa, il coordinamento tra Stati membri e la capacità dell’Unione di assumere decisioni politiche condivise, nonché i rapporti tra una difesa europea autonoma e l’Alleanza Atlantica.

Oltre agli aspetti militari, il dibattito si propone di considerare la dimensione politica e democratica della questione. Una difesa comune richiede infatti la capacità di decidere quando e come impiegare la forza: la scelta ricade sui governi nazionali attraverso accordi intergovernativi o su istituzioni europee dotate di maggiori poteri e di una propria legittimazione democratica? Secondo gli organizzatori, la risposta a questa domanda riguarda non solo gli investimenti e le dotazioni degli eserciti, ma la capacità dell’Europa di decidere autonomamente il proprio destino.

Giorgio Anselmi richiama la dimensione culturale e politica della sfida e lega l’autonomia europea alla difesa dei principi democratici occidentali. Rifacendosi a un editoriale del New York Times, individua tre pilastri della civiltà occidentale — la ricerca della verità, la dignità della persona e lo Stato di diritto — che, a suo giudizio, verrebbero messi in discussione dall’amministrazione Trump. «L’Europa è rimasta l’unica area del mondo a difendere quei principi. Bisogna però che affermi la propria autonomia e la propria indipendenza per avere un ruolo attivo e propositivo a livello mondiale», afferma Anselmi.

Il confronto veronese vedrà il contributo storico e scientifico di Giovanni Bernardini, ricercatore dell’Università di Verona ed ex Marie Skłodowska-Curie Fellow all’Istituto Universitario Europeo di Firenze, insieme all’analisi politica e istituzionale di Domenico Moro, membro del Comitato federale del Movimento Federalista Europeo e dell’Unione dei Federalisti Europei, autore di Verso la difesa europea e coautore del Manifesto di Torino per la Difesa Europea del 2024. Alberto Battaggia, fondatore nel 2019 dell’associazione La città che sale e presidente della Commissione Cultura del Comune di Verona, coordinerà gli interventi.

L’obiettivo dichiarato è riportare il dibattito sulla sicurezza europea oltre schieramenti e contrapposizioni ideologiche, interrogandosi su una questione centrale per l’Unione: può esistere una vera difesa europea senza una più profonda unione politica?