mercoledì, Ottobre 21, 2026
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Finale Ligure, task force soccorsi ai Mondiali di Enduro con elicottero e ambulanze

Pochi minuti possono fare la differenza quando un incidente avviene nel cuore di un bosco, lungo sentieri tecnici dove un’ambulanza non può arrivare direttamente. Dietro gli UCI Enduro ed E-Enduro World Championships in scena nella Finale Outdoor Region è attiva una complessa macchina dei soccorsi che mette in campo uomini, mezzi terrestri e un dispositivo aereo per garantire tempestività negli interventi.

La manifestazione richiama centinaia di atleti su un territorio spettacolare ma logisticamente impegnativo. Per far fronte alle emergenze è stata costruita una rete coordinata che coinvolge personale sanitario, Soccorso Alpino, associazioni di pubblica assistenza, direzione di gara e forze specializzate. “La sicurezza è composta da coordinatori di sicurezza, coordinatori medici e dal direttore di gara, che gestiscono i vari eventuali piani di evacuazione di ogni concorrente”, spiega Luigi Costa, responsabile del coordinamento tecnico della sicurezza. “Sul percorso sono presenti i marshall e, in caso di incidente, dal coordinamento andiamo a smistare ambulanze e mezzi di soccorso tecnico, con eventuali medici per la valutazione e le necessarie specializzazioni”.

I numeri del dispositivo indicano l’ampiezza dell’operazione: mediamente 6-7 ambulanze al giorno, affiancate da 3-4 squadre di Soccorso Alpino e con tre medici impegnati nell’assistenza — uno stabilmente al punto medico avanzato e due itineranti sul percorso. A completare la rete terrestre interviene anche un’importante componente aerea: per i Mondiali è presente un elicottero AW169 della Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Genova, schierato in collaborazione con il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (SAGF) di Cuneo e con il CNSAS di Finale Ligure. La presenza dell’elicottero è pensata per accelerare gli interventi in ambiente impervio, dove raggiungere rapidamente il ferito è la principale difficoltà.

“Quello che fa la differenza è che, in eventi organizzati dove c’è anche tutto un contesto di soccorso, si riesce ad arrivare comunque sui pazienti anche nell’arco di 5-10 minuti in un’area extraurbana, quindi in luoghi che per l’organizzazione sono impervi — sottolinea Costa —. Rispetto alle tempistiche medie sono interventi molto più rapidi”. La forza del sistema risiede soprattutto nel coordinamento: le diverse componenti vengono attivate contemporaneamente, condividendo informazioni e decidendo rapidamente quale mezzo e quale squadra inviare. “Collaborare attivamente già dal preallertamento della chiamata cambia tutto — spiega Costa —. Per le ambulanze, il responsabile tecnico e il responsabile medico decidono insieme dove andare e cosa fare”.

Sul campo è presente una struttura logistica che include il punto medico avanzato (PMA) e il punto di coordinamento dei soccorsi, strumenti che consentono alle squadre di mantenere i contatti e gestire in modo coordinato le emergenze. I mezzi di soccorso sono dotati di attrezzature per il primo intervento, compresi i defibrillatori, mentre le unità con personale medico e quelle dedicate al soccorso tecnico dispongono di dotazioni più avanzate.

Per tutta la durata della manifestazione sono state mobilitate diverse decine di operatori. La giornata più impegnativa è risultata quella in cui i concorrenti erano impegnati contemporaneamente su prove diverse, richiedendo una distribuzione più ampia delle squadre di soccorso; durante le gare l’organizzazione diventa più lineare. Costa sottolinea che l’esperienza maturata in molti anni di grandi competizioni ha consolidato la strategia sanitaria, tecnica e operativa: “Veniamo da parecchi anni che gestiamo eventi simili”.

La collaborazione tra realtà differenti è un valore aggiunto: oltre a garantire efficienza durante la manifestazione, permette agli operatori di conoscersi e consolidare rapporti utili anche nelle emergenze quotidiane. “Il bello di questi eventi è quello di lavorare insieme: ti conosci, cresci e hai migliori efficienze”, osserva Costa.

Infine, la rete dei soccorsi si estende oltre il perimetro della gara. I sentieri della Finale Outdoor Region sono frequentati anche da escursionisti, biker e visitatori, per cui il dispositivo deve gestire sia le emergenze legate alla competizione sia i casi ordinari che si presentano sul territorio. Una presenza discreta ma fondamentale: mentre gli atleti affrontano discese, salti e passaggi tecnici, una rete pronta a intervenire in pochi minuti contribuisce a rendere possibile lo spettacolo dell’enduro in quell’ambiente naturale.